L’utente online ricerca un’esperienza diversa: intrattenimento, scoperta, informazioni. Ecco allora che l’algoritmo si adatta e definisce un nuovo paradigma. Cosa cambia?
I social sono da sempre soggetti al cambiamento. Perché sono lo specchio delle nostre preferenze e della successione dei tempi. Per questo, le aziende si chiedono:
“Cosa è giusto fare sui social? Come dobbiamo muoverci?”
Per comprenderlo, le variabili da considerare sono davvero molte. Dalla psicologia, allo studio delle tendenze, fino alla puntuale verifica e comprensione delle dinamiche tecnologiche: i famigerati “algoritmi” che governano l’ambiente social determinando, come arbitri glaciali e indifferenti agli sforzi creativi di noi miseri esseri umani, il successo o l’insuccesso delle campagne intraprese.
Lo sappiamo, tutti vogliono la “pillola magica”, la soluzione che sbrogli tutti problemi e faccia brillare come una stella il vostro brand. Ma vi sveliamo una cosa: dei tanti Morfeo pronti ad offrirvela, pochi hanno una vera base culturale, esperienziale e tecnica capace di indirizzarvi alla creazione di campagne di comunicazione social consapevoli e di successo.
Noi ci vogliamo provare, a mantenere la rotta in questo mare in tempesta. Per questo dedichiamo una parte del nostro tempo a studiare questo complesso ma entusiasmante mondo, che è parte della vita di tutti noi, per aiutare i nostri Clienti a muoversi sui social in modo corretto e deciso.
Prevedere i comportamenti delle persone, considerare le aspettative del mercato, conoscerne i gusti, le modalità d’interazione, ciò che apprezzano, e sfruttare appieno l’evoluzione degli algoritmi in relazione a tutte queste variabili: questa è la vera scommessa.
Ecco allora che il fondamento umanistico diventa ancora una volta una chiave per interpretare con lucidità e professionalità questo mondo. Conoscerne la storia, e quali sviluppi le piattaforme hanno avuto dagli albori ad oggi, ci aiuta a identificare delle logiche, delle regole, e a prevedere cosa succederà in futuro.
LE GRANDI ERE DEI SOCIAL:
DALLE RETI SOCIALI AL “GREAT UNFOLLOWING”
I social non sono sempre stati come li conosciamo oggi. Sono cambiate le piattaforme, le modalità comunicative, gli algoritmi che regolano la diffusione dei contenuti. Per comprendere al meglio lo stato attuale dei social, è necessario sapereche nel tempo sono sempre stati soggetti ad uno sviluppo evolutivo.
1997-2006: l’era pionieristica
L’era pionieristica ha segnato l’origine dei social media come li conosciamo oggi. Iniziata con piattaforme come SixDegrees nel 1997, questa fase ha introdotto per la prima volta l’idea di creare profili personali online, connettersi con amici e conoscenti e condividere aggiornamenti di stato. Friendster e MySpace hanno ulteriormente esplorato il concetto di networking sociale, permettendo agli utenti di personalizzare le proprie pagine con musica e grafiche personalizzate. Nel 2004, Facebook ha rivoluzionato il settore introducendo un’interfaccia più pulita e un focus su connessioni reali e autenticità. LinkedIn ha invece aperto la strada al networking professionale, creando un ambiente digitale per opportunità di carriera. In questa fase, l’interazione era prevalentemente testuale.
2006-2012: la socializzazione e la condivisione di massa
Questa fase era caratterizzata dalla diffusione globale dei social media come strumenti di connessione quotidiana. La piattaforma di Zuckerberg, inaugurando l’utilizzo di Facebook per le aziende, ha introdotto il newsfeed, cambiando il modo in cui gli utenti consumavano i contenuti. Twitter, nato nel 2006, ha portato il concetto di microblogging, con aggiornamenti rapidi e concisi in 140 caratteri. YouTube ha trasformato il consumo di video, rendendo i contenuti audiovisivi accessibili a chiunque avesse una connessione Internet. L’arrivo di Instagram nel 2010 ha inaugurato la cultura della condivisione visiva, ponendo le immagini al centro dell’interazione sociale. In questa fase, gli utenti hanno iniziato a condividere momenti di vita quotidiana su larga scala, favorendo la crescita di community online attive e interconnesse.
2018-2023: i contenuti effimeri e gli short-form
In questa fase, il consumo di contenuti diventa rapido, visivo e altamente coinvolgente. L’ascesa di TikTok ha cambiato il modo di intrattenere il pubblico, con video brevi e trend virali. Instagram ha risposto introducendo i Reels, mentre YouTube ha lanciato gli Shorts. I contenuti effimeri, come le Stories di Instagram e Snapchat, hanno aumentato l’urgenza di interazione, creando un senso di “FOMO” (Fear Of Missing Out). Gli algoritmi hanno continuato a evolversi, privilegiando contenuti che generano engagement immediato e ripetitivo. La musica ha avuto un ruolo fondamentale, diventando virale grazie a sfide e balli su TikTok. Questa fase ha consolidato la cultura dell’intrattenimento veloce e del consumo passivo di contenuti.
2006-2012: la socializzazione e la condivisione di massa
Durante questa fase, gli algoritmi sono diventati il motore principale dei social media, determinando cosa gli utenti vedevano nei loro feed. Facebook ha introdotto un algoritmo che premia i contenuti più coinvolgenti, riducendo drasticamente la visibilità organica delle pagine aziendali e favorendo il modello “pay to play” attraverso le sponsorizzazioni. L’algoritmo di Instagram ha seguito la stessa strada, passando dal feed cronologico a uno basato sugli interessi. Snapchat ha rivoluzionato la comunicazione con i contenuti effimeri, influenzando tutte le altre piattaforme. Questa è anche l’era dell’influencer marketing, dove creatori di contenuti indipendenti sono diventati veri e propri brand grazie a collaborazioni sponsorizzate.
2024 – Oggi: informazione, educazione ed intrattenimento
Dal 2024, Meta e altre piattaforme stanno orientando gli algoritmi verso contenuti informativi, educativi e di intrattenimento di alta qualità. L’obiettivo è promuovere un consumo più consapevole e arricchente. Cresce l’importanza del “search-based content”, ovvero dei contenuti che gli utenti cercano attivamente per apprendere o risolvere problemi. TikTok e YouTube diventano piattaforme educative grazie a video tutorial, guide pratiche e contenuti formativi. LinkedIn rafforza il suo ruolo come piattaforma di apprendimento professionale. In questa fase, brand e creator che producono contenuti di valore sono premiati con una maggiore visibilità, inaugurando una nuova era di consapevolezza digitale.
DAI FOLLOWER ALLA COMMUNITY ESPANSA:
COME GESTIRE I SOCIAL NEL 2025 PER I BRAND
Ma allora cosa cambia nel concreto nelle dinamiche social? Cosa possiamo aspettarci e quali sono le best practice per muoversi con successo nei social nel 2025?
Scopriamolo subito.
The great unfollowing
Le nuove dinamiche di comportamento degli utenti
Lo abbiamo già detto. Stiamo vivendo una nuova epoca delle piattaforme social: più intrattenimento di valore, più informazioni, più educazione. Non è certo una casualità che la Oxford University a fine 2024 abbia scelto come parola dell’anno un termine esemplare per questa dinamica di cambiamento:
BRAINROT
Cosa significa? “Brainrot” rappresenta la “stanchezza mentale” delle persone causata dal sovraconsumo di contenuti futili online. Se vogliamo, è la versione digitale del ben più conosciuto burn out.
Una posizione che spesso porta l’utente ad una scelta “drammatica”: unfolloware le pagine, smettere di seguirle perché ritenute di poco valore. Certo, non è un comportamento da prendere come legge. Non ci troveremo da un giorno all’altro a perdere tutti i follower conquistati in anni di strategie di social media marketing, ma sarà fondamentale considerare che l’utente ha una sensibilità sempre maggiore rispetto a chi e cosa vuole vedere online.
Anche le piattaforme si sono accorte di questo nuovo comportamento e hanno scelto di adattare l’algoritmo di conseguenza.
Le metriche di valutazione di qualità delle pagine saranno sempre più content-based : copertura, visualizzazioni, engagement, tassi di interesse, condivisioni.
La crescita delle pagine allora non sarà più considerata come un indice di classificazione primario, e solo i profili che sapranno proporre contenuti di valore continueranno nel loro processo di incremento dei follower, forse a tassi minori rispetto al proprio storico, ma pur sempre secondo un trend positivo.
INTERCETTARE NUOVO PUBBLICO
Opportunità e strumenti per aumentare la brand awareness
Il cambio di prospettiva impone dunque nuove logiche di utilizzo dei social creator-side.
Se prima il paradigma era “Content is King” oggi possiamo dire che “Content is the Real King”. Il punto focale di una solida strategia social dovrà essere proprio il contenuto di valore, che sia in grado di generare un interesse tale negli utenti da renderlo “appetibile” alle piattaforme.
Meta ci suggerisce che tra le principali novità Instagram e Facebook che interessano la distribuzione dei contenuti si potrebbe osservare:
- Un possibile aumento della copertura tra i non follower, anche a discapito dei follower;
- Un conseguente aumento della copertura organica dei post.
Se da un lato il calo della copertura tra i follower può sembrare un aspetto negativo e in contrasto con la dedizione dei brand nel creare negli anni una community forte, dall’altro lato ci sono tante altre possibilità.
Siamo di fronte ad una grandissima opportunità: intercettare in modo costante e continuativo nuovo pubblico.
Per favorire le performance dei contenuti con obiettivi di awareness, Meta suggerisce due formati principali:
- REEL: i video mantengono la loro posizione di contenuti fondamentali per una strategia social efficace. Reel informativi e ispirazionali, video tutorial anche di lunga durata (Instagram ha introdotto i reel fino a 3 minuti, su TikTok si possono caricare video fino a 60 minuti);
- CAROSELLI: via libera ai contenuti di natura informativa ed educativa su temi di competenza del brand e di interesse per il pubblico. In questo caso, la natura commerciale dei post deve essere dosata con la giusta attenzione, a volte può essere addirittura evitata. Ricordiamoci che un nuovo utente intercettato è un potenziale cliente ma ancora “freddo”.
È importante coltivare la relazione con gli utenti nel tempo, senza pressioni e desideri di conversione immediati.
FIDELIZZARE LA COMMUNITY
Ottenere e rafforzare la loyalty
A questo punto sorge naturale una domanda: Che fine faranno i follower?
Possono cambiare le logiche, gli strumenti, le formule comunicative, ma la visione rimarrà sempre la stessa. I follower sono la fan base del brand, i sostenitori che ci hanno scelto per i nostri valori e le nostre qualità.
Il compito della comunicazione social pro-follower sarà allora proprio quello di consolidare la relazione tra brand e seguaci.
Come? Con contenuti progettati per favorire l’engagement e la conversione. Perché, non dimentichiamolo, i follower sono anche il nostro pubblico più caldo e pronto a fare il passo decisivo verso la conversione.
Reel, caroselli, stories: i formati migliori per fidelizzare il pubblico social
Ma quali sono i migliori formati per favorire il processo di fidelizzazione ed evitare il temuto “Great Unfollowing”? La stella polare è sempre e solo una: i contenuti di valore.
I formati prediletti dall’algoritmo rimangono reel e caroselli, che possono garantire prestazioni mediamente superiori, ma non dimentichiamoci del potenziale spesso poco sfruttato delle stories.
Se la copertura dei post tra i follower, come dichiarato da Meta, può venire limitata, il discorso è diverso per le storie.
Allora, ecco che pubblicare contenuti di backstage, vita aziendale e momenti quotidiani supportati dalle funzionalità native dedicate all’engagement (questionari, quiz, votazioni, box domande) può essere la scelta giusta per mostrare ai propri fan il lato più autentico, vero e genuino del brand.
Allo stesso modo, le stories possono diventare lo strumento migliore per la conversione diretta degli utenti: link al sito, la funzione di chat diretta su WhatsApp Business introdotta ad inizio 2025, tag a prodotti e servizi.
Ancora una volta, o forse oggi come non mai, vale la stessa regola che ripetiamo come un mantra da quando nel 2010 abbiamo iniziato a lavorare con i social per i brand:
Per avere successo nei social è necessario avere la strategia giusta.
Una sfida sempre più complessa, non da tutti. Perché non tutti possono vincere, ma vincere è ancora possibile.
Come? Approfondiamolo insieme.