L’accessibilità dei siti web non è più solo un’opzione, ma un requisito normativo che coinvolge enti pubblici e privati in tutta Europa.
Con l’entrata in vigore della legge sull’accessibilità dei siti web[1], prevista per il 28 giugno 2025, le aziende devono necessariamente adeguarsi per garantire che i loro siti web e applicazioni siano accessibili a tutti gli utenti, compresi coloro che presentano disabilità visive, motorie, cognitive o di altro tipo. Questo significa non solo conformarsi alle nuove leggi, ma anche migliorare l’esperienza utente e la fruibilità dei contenuti digitali.
Vediamo nel dettaglio i soggetti interessati e come rendere il sito accessibile nel modo più efficace.
[1] Le norme di riferimento dell’Accessibility Act:
- Legge Stanca (Legge n.4/2004)
- Direttiva UE 2016/2102
- Direttiva (UE) 2019/882- European Accessibility Act (EAA)
- WCAG (Web Content Accessibility Guidelines)
Accessibilità di un sito web:
a quali aziende è richiesta?
L’EAA coinvolge una vasta gamma di soggetti, imponendo obblighi in particolare per:
- tutte le aziende pubbliche e private che offrono servizi pubblici
- tutte le Piccole e Medie Imprese (PMI)
Le microimprese (aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro) sono escluse.
Questa regolamentazione rappresenta un cambiamento significativo, in quanto sposta l’attenzione sull’importanza dell’inclusione digitale anche nel settore privato. Le aziende che non si adeguano potrebbero non solo incorrere in sanzioni, ma anche compromettere la propria reputazione e accessibilità nel mercato digitale.
Le sanzioni: quali rischi corrono le aziende?
Il mancato rispetto delle norme sull’accessibilità dei siti internet potrebbe portare a conseguenze economiche significative per le imprese. In Italia, l’organo di controllo designato è l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), che ha il potere di infliggere sanzioni fino al 5% del fatturato aziendale in caso di non conformità con le nuove direttive.
I requisiti di accessibilità per i siti web
Affinché un sito web sia considerato accessibile, deve rispettare gli standard stabiliti dalle WCAG 2.1 livello AA, che prevedono requisiti specifici in quattro aree chiave:
- Percepibilità: tutti gli elementi visivi e testuali devono essere comprensibili per ogni utente. Questo include, ad esempio, l’inserimento di testi alternativi per immagini e video, in modo che possano essere interpretati dai software di lettura dello schermo;
- Operabilità: un sito web deve essere navigabile anche senza l’uso del mouse, garantendo funzionalità accessibili tramite tastiera e una struttura di navigazione coerente;
- Comprensibilità: i contenuti devono essere scritti in modo chiaro e semplice, evitando tecnicismi e offrendo supporto per l’input dell’utente, come suggerimenti e messaggi di errore comprensibili;
- Robustezza: i siti web devono essere compatibili con le tecnologie assistive, come gli screen reader, in modo che possano essere interpretati correttamente da tutti i dispositivi e software utilizzati dagli utenti con disabilità.
Da notare che, anche dopo l’entrata in vigore dell’EAA, la dichiarazione di accessibilità rimarrà obbligatoria solo per le pubbliche amministrazioni, mentre per il settore privato sarà un requisito implicito per la conformità normativa.
I vantaggi dell'accessibilità web
Adeguarsi alle normative sull’accessibilità non è solo un obbligo, ma un’opportunità per migliorare la propria presenza online.
Google sta dando sempre più rilevanza ai siti conformi alle WCAG, migliorando il posizionamento nei motori di ricerca per chi rispetta questi standard.
La nostra soluzione: Accessibility by Design
Per garantire che i siti web siano accessibili fin dalla loro creazione, la nostra Agenzia adotta già da tempo un approccio di Accessibility by Design, integrando l’accessibilità fin dalle prime fasi di sviluppo.
Questo significa progettare siti web conformi alle WCAG senza la necessità di interventi correttivi successivi. Tra le soluzioni adottate ci sono:
- Contrasto ottimale tra testo e sfondo con un rapporto minimo di 4.5:1 per garantire la leggibilità anche agli utenti con deficit visivi;
- Inserimento di testi alternativi per immagini e video rendendo i contenuti multimediali fruibili anche da chi utilizza screen reader;
- Configurazione degli attributi aria-label per etichettare elementi interattivi privi di testo, come pulsanti o input di moduli;
- Toolbar per la personalizzazione dell’esperienza utente che permette di regolare contrasto, dimensione del carattere e altri parametri di accessibilità.
Secondo gli stessi criteri, possono essere resi accessibili anche i siti web già presenti online.
Garantire l’accessibilità dei siti rappresenta un passo fondamentale verso un web più inclusivo. Adeguarsi tempestivamente non solo permette di evitare sanzioni, ma migliora la fruibilità del proprio sito, il posizionamento SEO e l’esperienza utente complessiva.